Page 4 - N. 111 - 2018
P. 4

cover story

             SI STAVA MEGLIO QUANDO .../1 Antonio Cella racconta i suoi anni Cinquanta


             «Visti come dei maestri



             Insegnavamo mestieri,




             regole e l’educazione»




             Artigiano a 19 anni. Ha iniziato con una saldatrice e un

             trapano. L’officina era una stanza dell’oratorio. «Ci
             aiutavano i preti, i sindaci e le Casse rurali. I politici no».


             S    e parliamo degli anni Cinquan-  rio dove ho installato la mia officina:  dove don Alselmo e don Abbondio
                                                                                 ci facevano lavorare di lima, a usare
                  ta, era dura, ma non mi è mai
                                               possedevo solo una saldatrice, un
                                               trapano e tanta voglia di sfondare».
                  mancata la certezza che avrei
                                                                                 il tornio e a leggere i disegni tecnici.
                  potuto farcela. Una mano, co-  Se c’è una cosa che ha sempre con-  Ci aiutavano le Casse rurali: uno dei
             munque, me l’avrebbero data i preti,  traddistinto Antonio Cella è stato il  direttori di banca molto vicino ai mi-
             i sindaci e le Casse rurali.      pallino per la progettazione e per  cro imprenditori come il sottoscritto
             L’artigiano era visto a volte con in-  l’innovazione. «Sono sempre stato  era Mario Lunghi che dirigeva a
             vidia perché poteva fare soldi anche  un po’ un pioniere e un avventuroso  “banchèta” di S. Maria della Croce.
             in fretta, ma soprattutto era guardato  nel mio lavoro» dice di sé stesso, «e  Ci aiutavano i sindaci e gli assessori.
             con ammirazione perché a rischiare  anche se a volte è andata buca non  I politici, mai. A quei tempi c’era
             ci vuole coraggio. E, poi, era consi-  posso certo lamentarmi di quanto  una certa solidarietà tra artigiani, ma
             derato un “maestro” a cui affidare il  sono riuscito a realizzare nella mia  poca collaborazione tra gli artigiani
             figlio perché gli insegnasse non solo  carriera».                   e le medie imprese. Se non avessi
             il mestiere, ma anche la buona edu-  In particolare, quest’artigiano ha  scelto la mia strada di imprenditore,
             cazione e le regole da seguire nel  inventato di tutto per chi trivella e  anch’io sarei andato a Milano».
             mondo del lavoro. Nessun apprendi-  raffina petrolio e questa sua passio-  Perché? «Là c’era l’Eldorado.
             sta - o forse pochi - si sentivano  ne lo ha condotto in diversi Paesi del  Negli anni Cinquanta e Sessanta c’è
             sfruttati. Sono stato anch’io dipen-  mondo: Iran, Iraq, Venezuela. Tito-  stato, infatti, un fuggi-fuggi dal Cre-
             dente dai 14 ai 19 anni…» dice An-  lare della «Cella Fratelli di Cella  masco verso Milano su treni e cor-
             tonio Cella.                      Antonio Snc» e della «Cella Caldaie  riere. Mai sentito parlare di astio o
               Dove? «Ho cominciato con        Srl», oltre a una terza azienda, a Or-  odio verso gli imprenditori, anzi.
             l’imparare a fare manutenzione sulle  tona, l’imprenditore cremasco ha  C’erano miei coetanei orgogliosi di
             macchine del pastificio Zucchi. Co-  tuttora in essere alcuni nuovi proget-  lavorare, per esempio, alla Innocenti
             me il sottoscritto, a quei tempi,  ti, ancora in fase di sperimentazione:  oppure alla Colombo che progettava
             c’erano ragazzi che a casa non rice-  «Sto collaborando con la General  e realizzava telai per la Ferrari gui-
             vevano la paghetta; diventava vitale,  Vessel di Emanuele Bianchessi e di  date da Fangio, Ascari, Villoresi.
             quindi, trovare anche alcune mezze  mio figlio Walter a una nuova ini-  Anche prima del boom economico,
             giornate di lavoro per avere qualche  ziativa nel campo dei reattori nu-  negli anni in cui c’era ancora tanta
             soldo in tasca e iniziare a ottenere  cleari. Stiamo inoltre studiando, con  miseria, la gente aveva voglia di fa-
             delle competenze. Sono stato a tem-  l’Enel, che avrà il compito di speri-  re. Se un disastro c’è stato, fu
             po indeterminato da Pagliari a fare  mentarlo, un piccolo prototipo di  l’abbandono dell’agricoltura: molti
             cancellate, alla Lancini dove si co-  reattore in cui il processo di raffred-  trovarono più comodo e meno fati-
             struivano ponti ferroviari e in altre  damento sia indipendente dal fun-  coso lavorare in fabbrica dove non
             aziende esperte in caldaie. Pagavano  zionamento dell’energia elettrica.  importava più il tempo scandito dal-
             di più alla Van den Berg che all’Oli-  La prova del prototipo è prevista per  le stagioni e la mensa in fabbrica
             vetti. Un fatto è certo: padroni e ca-  il 2020, per poi essere messo in fun-  aveva preso il posto della schiscetta.
             pi-reparto ti insegnavano il mestiere  zione, se tutto va bene, nel 2026».  Mai nessuno poteva pensato che un
             perché più sapevi e più potevi diven-  Se riandiamo con il pensiero a  giorno in Italia ci sarebbe stato il
             tare utile all’azienda».          50 anni fa, chi aiutava i ragazzi di  “reddito di cittadinanza”: uno sti-
               Poi, invece… «Ho sempre voluto  campagna come lei a imparare un   pendio senza lavorare. Non
             lavorare in proprio. Così, a 19 anni,  mestiere oppure a mettervi in pro-  l’avrebbero creduto neppure la gente
             il prete di Cremosano mi ha messo a  prio? «Sicuramente i preti. A Crema  del Sud che arrivava dal Meridione a
             disposizione una saletta dell’orato-  avevano fondato gli “Artigianelli”  Milano con le valigie di cartone».


             4 • Mondo Business - n. 111 - 2018
   1   2   3   4   5   6   7   8   9